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da “Stefania Lucchetta Opus – forma cercata forma ritrovata”, di Manlio Brusatin, 2013

Posted by 8KLs3xw in critica

[…] Le creazioni, meglio, le creature di Stefania, rappresentano bene questo inanellare di forme singolari e plurali, che vanno verso una lunga sopravvivenza perché hanno in sé lo stigma di un’origine lontana raffinatasi nelle qualità estetiche di forme cresciute le une sulle altre, trattenendo in sé tutte quelle sperimentazioni che servono a produrre l’immagine successiva. Nella immagine essenziale di un gioiello non siamo sempre attratti da ciò che appare (e deve apparire) ma anche da ciò che manca, nel senso di ciò che deve mancare per esprimere l’essenziale. L’essenziale che piace perché contiene il passo successivo di un’orma, di un gesto. […] Le forme lucenti di argento e titanio che si espandono anche in colori espressivi, vanno verso una piena e allegra manifestazione vitale […] nella loro architettura sono analizzate nei loro vuoti intricati e nei pieni essenziali in quanto utili alla costruzione della qualità della forma, in particolare di una loro propria, identificabile e incontrovertibile forma. […]

- Manlio Brusatin, 2013

14 Ago 2013