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I miei gioielli, realizzati con resine biocompatibili, poliammide, titanio o stellite, sono il risultato di una lunga ricerca su forme, materiali e nuove tecnologie. Fin dall’inizio, nel 1999, il mio obiettivo è stato quello di superare i confini imposti dai materiali e dalle tecniche tradizionali. Volevo riuscire a fare un passo avanti, andando al di là di quello che era ritenuto possibile. Avevo intuito che spingendo al limite le nuove tecnologie e usandole al massimo delle loro potenzialità potevo trarne ispirazione e trovare nuove possibilità espressive.

Stefania Lucchetta

“Le creazioni, meglio, le creature di Stefania, rappresentano bene questo inanellare di forme singolari e plurali, che vanno verso una lunga sopravvivenza perché hanno in sé lo stigma di un’origine lontana raffinatasi nelle qualità estetiche di forme cresciute le une sulle altre, trattenendo in sé tutte quelle sperimentazioni che servono a produrre l’immagine successiva. Nella immagine essenziale di un gioiello non siamo sempre attratti da ciò che appare (e deve apparire) ma anche da ciò che manca, nel senso di ciò che deve mancare per esprimere l’essenziale. L’essenziale che piace perché contiene il passo successivo di un’orma, di un gesto. […] Le forme lucenti di argento e titanio che si espandono anche in colori espressivi, vanno verso una piena e allegra manifestazione vitale […] nella loro architettura sono analizzate nei loro vuoti intricati e nei pieni essenziali in quanto utili alla costruzione della qualità della forma, in particolare di una loro propria, identificabile e incontrovertibile forma.”

Da Stefania Lucchetta Opus – forma cercata forma ritrovata, Manlio Brusatin, 2013

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 Stefania Lucchetta alla galleria P13 di MonacoMostra a Monaco

Durante la Munich Jewellery Week, Stefania Lucchetta partecipa alla mostra Schmuckstücke – Form & Technik, presso la galleria P13 di Monaco. La mostra inaugura l’8 marzo e proseguirà fino al 24.

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